Yasi terrorizza l'Australia
La Stampa
Stefano
3/2/2011


Brisbane - E’ arrivato a mezzanotte, come previsto, e per gli abitanti di Cairns, Innisfail, Cardwell e Townsville – cittadine costiere dell’Australia nordorientale – è iniziato quello che probabilmente ricorderanno come il giorno più lungo della loro vita. Chiuse in centri di accoglienza appositamente predisposti o barricate nelle loro abitazioni, oltre 150mila persone stanno aspettando che Yasi - il ciclone di categoria cinque che, con un fronte di 500 Km e un ‘occhio’ di 35 Km di diametro, è il peggiore mai arrivato in Australia a memoria d’uomo - sfoghi nelle prossime 8-10 ore la sua furia distruttrice.
“E’ qualcosa che non ha precedenti nel nostro Paese” aveva preannunciato ieri Anna Bligh, Premier di quello stesso Queensland che solo due settimane fa era stato colpito da una delle inondazioni più catastrofiche della sua pur breve storia; “Sarà un evento terrificante” era stata non a caso la conclusione della Bligh. E purtroppo tale si sta rivelando Yasi, con i suoi venti a 290 Km orari e le precipitazioni stimate – a seconda delle zone – fra i 300 e gli 800 mm di pioggia. Il pericolo più grande per le persone e le cose dell’area in questione è però determinato dall’ondata di marea che il ciclone-mostro si sta trascinando dietro, e che sta indirizzandosi verso le cittadine costiere con picchi che in alcuni casi potranno raggiungere i sette metri. Anche per questo, una buona parte della popolazione ha raccolto l’appello perentorio lanciato fino all’ultimo istante utile dalle autorità affinché fossero evacuate le abitazioni, soprattutto quelle prevedibilmente esposte alle inondazioni che seguiranno il passaggio di Yasi. A convincere molti di quanti hanno lasciato le proprie case è stato l’annuncio che nella sua parte più interna Yasi è cinque volte più potente di Larry, un ciclone categoria 4 che solo cinque anni fa ha investito Innisfail causando danni di enormi proporzioni e il cui ricordo è ancora fresco nella memoria degli abitanti dell’area. Fra quanti hanno invece pensato di resistere asserragliati in casa, si sono avuti ripensamenti che purtroppo si sono rivelati tardivi: man mano che il ciclone ha iniziato a farsi sentire sono arrivate telefonate ai centri di emergenza con la richiesta di aiuto per un’evacuazione; un aiuto che a quel punto non poteva più essere fornito. Come infatti ripetutamente messo in chiaro dall’Unità di Gestione della Crisi situata a Brisbane, i servizi di emergenza e l’esercito - Townsville è sede del più numeroso contingente militare d’Australia – sono pronti a entrare in azione ma solo quando la situazione sul campo sarà tale da assicurare che non sia messa a repentaglio la vita del personale di soccorso: “Durante il lungo momento del passaggio della parte più intensa del ciclone, i centri di soccorso sono nelle stesse precarie condizioni di chiunque altro e nulla possono fare se non dare consigli e supporto morale, ammesso che si riesca a mantenere aperta la comunicazione con chi è in difficoltà” ha detto la Premier Bligh durante i briefing dati alla stampa in serata, quasi a giustificare l’impossibilità di dare una risposta pratica immediata alle richieste di aiuto che arrivavano.
La forza e l’intensità di Yasi è tale che la devastazione non sarà limitata alla zona costiera colpita; seppur indebolito a categoria tre, il ciclone proseguirà la sua corsa distruttrice per almeno altri 500 Km verso l’interno, arrivando a lambire il confine con lo Stato adiacente al Queensland, il Northern Territory. Il che peraltro porrà ulteriori problemi per quanto riguarda le azioni da intraprendere una volta passato Yasi poiché ciò aumenta a dismisura l’area su cui si dovrà intervenire e porta a quasi un milione il numero di persone che potrebbero dover ricevere una qualche forma di aiuto.
L’avvicinarsi del ciclone alle città colpite è stato reso visibile in diretta grazie ad alcune webcam installate in punti strategici di Townsville e Cairns e le cui immagini sono state rilanciate dalla rete pubblica nazionale ABC, impegnata in una diretta non stop. Una diretta seguita in tutto il Paese, idealmente stretto attorno al Queensland, per la seconda volta in un mese colpito da un disastro naturale di proporzioni bibliche.
S. Gulmanelli

Documento: Yasi terrorizza l'Australia - Pdf





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