Renascimento
Il Diario
Stefano
7/7/1999


Maputo (Mozambico) - Nel gergo degli osservatori internazionali sono chiamati "basket case", casi da cestinare, tanto sono disperati. Sono i Paesi in cui corruzione, decomposizione del tessuto sociale e economia in sfacelo si rincorrono in un circolo vizioso sena fine. Il Mozambico era uno degli esempi. Sfiancato da decenni di colonialismo portoghese, fra i più duri e brutali, il Paese a metà degli anni '70, a indipendenza conquistata, entrò in una sequenza che l'avrebbe portato ad essere il Paese più povero al mondo. [continua...]

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Quando la repubblica si fonda sul monarca
Il Diario
Stefano
14/10/1998


Kampala (Uganda) - Quando era in esilio ha fatto anche l'idraulico. Ronald Muwenda Mutebi II, Kabaka (re) del Buganda, non ha avuto un'infanzia regale. "Avevo poco più di dieci anni quando mio padre venne spodestato e costretto all'esilio" rammenta Mutebi II che si è insediato nel 1995, dopo che il presidente dell'Uganda Yoweri Museveni ha concesso il ritorno della monarchia... [continua...]

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La pittrice boscimane che vale quattro mucche
Il Diario
Arianna
16/9/1998


Acquistati a prezzo di saldo dalla British Airways i diritti per decorare i propri aerei

Deserto del Kalahari (Botswana) - Quando aveva dipinto quelle iene e quegli alberi non pensava che sarebbero arrivati così in alto... [continua...]

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Fratelli per scelta
Il Diario
Arianna e Stefano
5/8/1998


Pretoria e Durban (Sudafrica). “Nelle famiglie afrikaner abbiamo spesso avuto questo problema: un figlio eroe e l’altro traditore. Nella sua famiglia, signor Breytenbach, è successa la stessa cosa. Si accontenti perlomeno di aver avuto un eroe”. Cominciava così la lettera di risposta che John Vorster, l’allora Primo Ministro sudafricano, mandò nel 1975 all’anziano signore che chiedeva la grazia per uno dei suoi figli, condannato a nove anni di reclusione per attività sovversive contro il regime dell’apartheid. Il padre di Jan e Breyten Breytenbach - l’eroe e il traditore - non ottenne la grazia, come era prevedibile. E Breyten rimase in galera, mentre Jan partiva per l’Angola, al comando della sua “creatura”, il Battaglione 32, il più efficace e tristemente famoso fra i corpi speciali dell’esercito sudafricano. [continua...]

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Link: http://www.bartleby.com/65/br/Breytenb.html



L'ultima corsa ai diamanti con le mani
Il Diario
Arianna e Stefano
23/6/1998


Sono rimasti in mille a scavare la terra con le sole braccia, nel solco della tradizione.

Kimberley (Sudafrica) - Nel cuore del Karoo, la prateria sudafricana che si perde nell'orizzonte oltre le porte di Kimberley, il sole implacabile e l'arsura non fanno rumore. In questo silenzio senza tempo, i colpi di piccone riecheggiano come una musica dolorosa. Un uomo, nudo fino alla cintola, la pelle nera come ebano lucidato, gli stivali di gomma sfasciati ma ricuciti alla meglio con il fil di ferro, da anni si spacca la schiena in questa desolazione. Come suo padre, come suo nonno. Il nome di battesimo non gli venne dato a caso: Patience. "Pazienza" è un cercatore di diamanti...
[continua...]

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L'uomo che deve sostituire un santo
Il Diario
Stefano
12/5/1998


Mafikeng (Sudafrica) - Per essere colui che dovrà sostuire un uomo considerato poco meno di un santo, Thabo Mbeki mantiene una calma invidiabile. Quando glielo si fa notare, il successore di Nelson Mandela - alla testa dell'African National Congress (Anc) ora, alla presidenza del Sudafrica fra poco più di un anno - si schermisce. E, quasi a convincere più sè stesso che l'interlocutore, continua a ripetere: "Mandela ha sempre seguito la politica dell'Anc e io farò lo stesso. Quindi non potranno esserci grandi differenze." [continua...]

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Ubuntu: antidoto all'apartheid
Il Diario
Arianna
12/3/1998


Johannesburg (Sudafrica) - Il passato del Sudafrica è qualcosa che non puoi fare a meno di ricordare ogni volta che sbarchi a Johannesburg o a Città del Capo. E tutte le volte rimani stupito dal grado di distensione che trovi nelle relazioni tra bianchi e neri, pur dopo quarant'anni di apartheid.
"Come 'bianco', ti aspetteresti perlomeno di essere guardato con odio e risentimento da un nero", racconta Giacomo Ottolini, imprenditore italiano. "Invece, il più delle volte incontri sorrisi e auguri di buona giornata. A volte mi chiedo: dopo tutte le violenze e le ingiustizie che hanno subito, cosa li spinge a essere così benevoli nei nostri confronti?" [continua...]



Il ghetto esiste ancora e visitarlo fa tanto chic
Il Diario
Arianna
10/3/1998


Soweto (Sudafrica) - Per scoprire cosa fu il Sudafrica e cosa sarà bisogna andare a Soweto, percorrere le sue vie polverose, leggere i suoi graffiti di protesta, entrare nelle sue case, bere gomito a gomito con i suoi abitanti, ascoltare le sue storie e la sua musica. Eppure, i bianchi che hanno messo piede nel ghetto nero più grande del mondo sono ancora pochissimi. Non ci sono entrati nemmeno con la fine dell'apartheid e l'elezione di Nelson Mandela, primo Presidente nero nella storia del Sudafrica... [continua...]

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Steve Biko, venti anni dopo
Il Diario
Arianna
3/3/1998


Ucciso in carcere nel 1977, il nome del militante della 'Black Consciousness' divenne il simbolo della lotta anti-apartheid in tutto il mondo. Quattro militari hanno confessato la sua uccisione. Parla il suo biografo, Donald Woods.

Johannesburg (Sudafrica) - In Occidente il nome e la storia di Steve Biko hanno ancora un'eco formidabile. Sono il simbolo di una lotta non violenta contro il regime dell'apartheid pagata con la vita. Ma se il mondo allora, in quel lontano 1977, venne a sapere come e per mano di chi Steve Biko venne ucciso lo deve alle cronache coraggiose di Donald Woods, giornalista bianco da sempre schierato a fianco dei neri contro l'apartheid...

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Namibia - Terra proibita ai piccioni viaggiatori
Il Diario
Arianna
23/1/1998


Luderitz (Namibia) - I volatili sono uno dei mezzi usati da chi vuole contrabbandare diamanti dalla "zona proibita". Quindi l'estremo rimedio: i piccioni che sorvoleranno la zona verranno inesorabilmente abbattuti [continua...]

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