Come stanno le ragazze
Luigi Cristiano - Edizioni il Foglio
Arianna
20/11/2003


Prefazione alla raccolta di racconti di uno scrittore alla sua prima prova "da grande".


PREFAZIONE
Ci sono momenti che non tornano più. C’è la vita che scorre via e che vorresti riprenderti, anche quando è troppo tardi. Ci sono luoghi remoti e ormai dimenticati: un paesino di campagna, un pub di periferia, un sentiero di montagna. E poi c’è la scrittura - e la lettura della scrittura - che aiuta a ricucire le ferite, sopportare le perdite, placare le solitudini.
Dentro i racconti di Luigi Cristiano c’è tutto questo e tanto altro ancora.
Ci sono atmosfere surreali, dove cose e case sembrano animate, respirare di vita propria, e altre così realistiche che ti ritrovi catapultato in una Milano che non c’è più e a respirarla com’era negli anni ’60, a bordo di una Seicento multipla.
E’ una scrittura visiva che ti fa vedere anche quello che ormai gli occhi non riconoscono più, tanto poco sono abituati a soffermarsi sulle piccole cose, sui dettagli minimi.
E sopra a tutto questo si sente il peso del tempo passato, ma anche la solidità - amara - di chi ha molto provato nella vita, con una sensibilità tesa allo spasimo, e che ora prende le parole per intrecciare cesti di nostalgia, evocare amori non consumati o immaginati in un bagliore estivo (“in un posto come questo puoi innamorarti di una donna per una sola notte, per un solo istante, e dimenticarla al mattino”).
Il suo nemico? Il tempo, che scorre troppo in fretta o in modo sbagliato, in direzioni non volute, impreviste. Oppure che scorre e basta, sulle mani venose di un vecchio che un tempo è stato bambino, che beve un vino rosso come il tramonto, e che osserva una coppia danzare la vita intorno a una fontana di paese.
Il suo più grande tesoro? I ricordi, e gli occhi trasparenti di una donna misteriosa.

Arianna Dagnino