Lungo la via della seta
Arianna e Stefano


Era il 1992. La Cina non era ancora di moda. Decidemmo di dedicare due mesi a una lunga traversata nell'interno per un reportage sul campo, usando come direttrice l'antica Via della Seta. In due, senza guide al seguito. Dentro una Cina vera, rurale e, per certi aspetti, brutale. Dalle magie rarefatte dell'altopiano del Pamir, lungo la Karakoram Highway, passando per il 'folle' e leggendario mercato di Kashgar, il caldo soffocante di Turfan, l'eterea immobilità delle rovine della vecchia capitale Gaochang, l'irrequieta e ribelle Urumqi, e giù verso l'antico 'caravanserraglio' di Lanzhou, l'enclave arabo-musulmana di Linxia, la 'perla' lamaista di Xiahe e il monastero di Labrang, la tante volte ritratta Guilin, fino al maleodorante mercato degli animali di Guangzhou (Canton). Partendo ovviamente da Pechino e finendo all'allora 'British' Hong Kong.
"Non sapete quando, ma prima o poi accadrà sicuramente: esploderete di rabbia dinanzi alla percezione dell'ennesimo sopruso". Così esordiva la Lonely Planet 'China' che c'eravamo portati dietro. Mai incipit fu più azzeccato...

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