Arabia Saudita
Stefano


Jeddah - Erano più o meno le 6.40 del 6 Novembre 1959 quando l'ostetrica del Musteshfa Lebnani (ospedale libanese) mi aiutò a venire al mondo. Diversamente dalle sue amiche - le madri di quelli che sarebbero poi diventati i miei amici di infanzia (cinque o sei 'nati lì') - che scelsero il Khalid Idris, l'allora ospedale governativo di Jeddah, mia madre optò per la struttura gestita dai libanesi. Non che vi fosse differenza: in entrambi i casi il parto era ancora operazione con un buon margine di rischio. Ma a tutti noi andò bene :-)
Nella culla dal wahabismo, nel Paese custode dei luoghi sacri dell'Islam, nel maggior produttore di petrolio del mondo ci avrei passato una ventina d'anni. Il tempo per farci una parte delle scuole, imparare l'arabo, girare in lungo e in largo il Paese, esplorare palmo palmo costa e fondali occidentali di uno dei mari più belli del mondo, il Mar Rosso.
Un tempo a contatto con la cultura araba appena un pò più lungo di quello che possono vantare molti di quelli che - soprattutto dall'11 settembre in poi - parlano a ruota libera di Islam e dintorni.