Obiettivo Paese - Sudafrica: La corsa rallenta
Il Sole 24 ore
Stefano
12/11/1998


Johannesburg (Sudafrica) - Le cicatrici di decenni di separazione e segregazione sono ancora più che mai evidenti in ogni aspetto della vita del Sudafrica. Il passato di discriminazione e le conseguenti differenze fra bianchi e neri nello stile di vita, nelle ispirazioni e nelle opportunità sono ancora lì, visibili e marginalmente intaccate da quattro anni di "nuovo" Sudafrica. [continua...]



A pranzo nell'Africa coloniale
Corriere della Sera, inserto Economia
Arianna
2/11/1998


Johannesburg (Sudafrica) - Ci sono luoghi che per loro natura, evocano meglio di altri lo spirito del Paese che li ospita. Il Rand Club, lo storico business club di Johannesburg, è uno di questi. Seminascosto nel cuore della city, oggi più che mai è in grado di fornire un'immagine concisa, didascalica, simbolica del Sudafrica di ieri e di oggi...

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Quando la repubblica si fonda sul monarca
Il Diario
Stefano
14/10/1998


Kampala (Uganda) - Quando era in esilio ha fatto anche l'idraulico. Ronald Muwenda Mutebi II, Kabaka (re) del Buganda, non ha avuto un'infanzia regale. "Avevo poco più di dieci anni quando mio padre venne spodestato e costretto all'esilio" rammenta Mutebi II che si è insediato nel 1995, dopo che il presidente dell'Uganda Yoweri Museveni ha concesso il ritorno della monarchia... [continua...]

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L'oro non brilla più
Il Corriere della Sera
Arianna
12/10/1998


I giganti dell’oro sudafricani scoprono di avere piedi di argilla. Da quando il prezzo delle pepite è sceso sotto la soglia critica dei 300 dollari per oncia, i “randlords”, i magnati che sull’oro (quantificato in rand, la valuta locale) avevano costruito la loro fortuna, non dormono più sonni tranquilli. [continua...]



Il Sudafrica ritorna alla politica interventista
Il Sole 24 Ore
Stefano
3/10/1998


Johannesburg (Sudafrica) - L'intervento dell'esercito sudafricano nella crisi del Lesotho segna una svolta decisiva nella politica estera del Sudafrica di Nelson Mandela. Per la prima volta dalle elezioni del 1994, che portarono l'African national congress (Anc) al potere, soldati sudafricani combattono al di fuori dei confini nazionali. Questa era stata una costante nel "vecchio" Sudafrica dell'aparthied, quando Pretoria - in nome della sicurezza nazionale - mandava le proprie truppe a combattere in Angola, i propri consiglieri a fomentare la guerra civile in Mozambico o i propri aerei a bombardare le basi dei movimenti di liberazione nei Paesi limitrofi. Proprio per marcare la discontinuità con quella prassi, il "nuovo" Sudafrica aveva finora cercato di porsi, nelle recenti crisi regionali, come mediatore al di sopra delle parti, in ciò confortato anche dalla stessa storia personale di Mandela, il grande pacificatore nel proprio Paese. [continua...]

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Trentadue volte faccia a faccia con il nemico
Il Mondo
Stefano
2/10/1998


Lanseria (Johannesburg) - Nascosto in un avvallamento della strada che porta da Johannesburg a Lanseria, il secondo aeroporto della città, c?è un pub. Davanti ci hanno piantato un pennone, sul quale, ogni tanto, sventola la bandiera bianco-verde della 'vecchia' Rhodesia. Tanto per far capire che aria tira lì dentro. Trovarci qualche 'dog of war' - letteralmente mastino da guerra - in momentaneo riposo non è difficile. E Wayne, una volta nei reparti speciali delle Forze Armate Sudafricane, l'ultima missione l'ha finita qualche mese fa. Di solito opera in Africa. Se gli si chiede che differenza c'è fra lui e un mercenario, vi risponderà onestamente: "Nessuna". [continua...]



Licenza di guerra - Come cambia la professione del mercenario
Il Mondo
Stefano
2/10/1998


Pretoria (Sudafrica) - Non piace a nessuno. Lo chiamano "mastino da guerra" e l'Onu lo definisce addirittura "una violazione dei diritti umani". Eppure proprio oggi e' al centro della scena mondiale come mai lo e' stato nel passato. E' il mercenario, il soldato di ventura, colui che combatte, e rischia la pelle, non per una Patria, non per un' idea ma semplicemente per soldi. Il mastino di oggi, pero', non ha piu' nulla a che vedere con le figure ormai passate nel mito, negativo o positivo che sia, degli anni Sessanta, sul genere Bob Denard, meta' della vita passata a rovesciare il governo delle Comore, o "Mad Mike" Hoare, veterano del Congo contro la rivolta dei Simba. [continua...]

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La Cape Town di Marie Claire
Marie Claire
Arianna
1/10/1998


"Più che con la testa è con l'anima che scegli di vivere a Cape Town. Non c'è altro luogo, in tutta la devastante bellezza del Sudafrica, che riesca ad ammaliarti con così feroce prepotenza.
Sin dalla più tenera età ho seguito mio padre, un noto magistrato, nei vari trasferimenti da una città all'altra del Sudafrica. Cape Town l'ho sempre vissuta come la città delle vacanze, lungo le cui spiagge si veniva a trascorrere pigre, piacevolissime vacanze estive. Anche da adulto, da marito e padre di famiglia, sono tornato e ritornato a lei, per godere delle sue luci terse, della brezza purificatrice del Cape Doctor (il vento di sudovest), dei tramonti sull'oceano. Finché, sei anni fa, non mi ci sono trasferito definitivamente. E ora è eccitante, dopo i lunghi anni bui dell'apartheid, assistere alla rinascita culturale e morale di una delle più belle città del mondo. Artisti, scrittori, musicisti - bianchi e neri - s'incontrano finalmente su un terreno comune, pronti ad assorbire e a scambiarsi idee e spunti creativi. Cape Town è in Sudafrica e il Sudafrica da sempre è una realtà complessa, difficile da comprendere ma proprio per questo ancora più stimolante e affascinante da vivere. E' un Paese che richiede un estremo dispendio di energia. Ti sfinisce, ti prende tutto quello che hai: ma è questo l'unico posto al mondo dove, adesso, voglio vivere".
André Brink [continua...]



La New Wave sudafricana
Repubblica - Musica
Arianna
1/10/1998


"Back to the roots", alla ricerca delle radici nella musica, per trarre nuova linfa da antichi ritmi e strumenti tribali. Solo ora, nel Sudafrica del post-apartheid, gli artisti neri riescono finalmente a spingersi con orgoglio nel proprio retroterra culturale liberando nuove, fertilissime energie, rimaste per anni a covare sotto la cappa del regime afrikaner.
Da Johanneseburg, da Durban così come da Cape Town, il jazz di marca sudafricana sta dunque aprendo nuovi percorsi, creando per questa fine millennio un sound tutto speciale. I critici si sono già sbizzarriti a trovargli un nome - "progressive Afro-jazz", "cross-culture music", "Afro-avantgarde" - ma la ricchezza delle sue contaminazioni musicali mal si presta alle gabbie di una schedatura. [continua...]



La pittrice boscimane che vale quattro mucche
Il Diario
Arianna
16/9/1998


Acquistati a prezzo di saldo dalla British Airways i diritti per decorare i propri aerei

Deserto del Kalahari (Botswana) - Quando aveva dipinto quelle iene e quegli alberi non pensava che sarebbero arrivati così in alto... [continua...]

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